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THE BLACK HOLE

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luna

 

Arriva inevitabile, ogni anno, verso fine estate, con data variabile. Le vacanze sono ormai archiviate (e pressoché dimenticate), le giornate si accorciano inesorabilmente e la luce abbagliante di luglio ha lasciato posto al crepuscolo agostano. Si inizia a pensare alla programmazione autunno-inverno: il nuovo inizio di un anno scolastico (mio e suo), le attività extrascolastiche da riprendere, le prossime “Ferien” e festività, le vacanze di Natale e la fine dell’anno. I miei impegni, quelli di tutti, gli incastri e le acrobazie di tutti i giorni,

E’ come se la luce dell’estate si spegnesse di colpo, indipendentemente dall’effettiva condizione meteorologica, anche se naturalmente, in caso di temperatura esterna a 15 °C il tutto è amplificato ai suoi massimi effetti. E’ come se il mare, il caldo, il cielo blu, le lunghe giornate in spiaggia, i bagni, tutto quello che ci ha tenuto compagnia per giorni o settimane fosse, all’improvviso, cancellato con un colpo di spugna. Salvo le foto, gelosamente custodite su tutti i dispositivi elettronici possibili, ma neppure troppo spesso ammirate per non farsi troppo del male.

E non è la Svizzera, posso assicurare. Stesso diabolico meccanismo mi capitava in Italia, addirittura in forma più virulenta e drammatica, probabilmente per le quattro mura di un ufficio che mi aspettavano senza scampo, e senza gli spazi di Zurigo a mitigare il trauma. Il buco nero si apre davanti a me, come tunnel senza fondo e senza speranza. E per qualche istante mi trovo a domandarmi come potrò sopravvivere ad un altro lungo autunno, ad un altro lungo inverno e ad un’altra maledetta primavera, prima che la luce ritorni, per poi sparire di nuovo, con crudele premeditazione.

 

 

 


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